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| Scritto da giancarlo cristarella | |||
| Mercoledì 09 Dicembre 2009 13:15 | |||
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Ovvero: Come un evento pieno di tensione può rivelarsi una bolla di sapone. Quel giorno di tanti anni fa, nonostante fossi completamente libero dal servizio, gironzolavo per l'aeroporto con un amico, anch'egli libero, chiacchierando del più e del meno e cazzeggiando per uffici.Mentre rompevamo le scatole al collega del CDA, dalla Torre di Controllo venne la notizia che era in arrivo un aereo di linea non pianificato, con a dirottatori a bordo e passeggeri (non ricordo quanti).In quel momento l'apparecchio, diretto in Svizzera da Atene ( mi sembra ) aveva lasciato da poco Caraffa di Catanzaro e stimava l'atterraggio entro circa trenta minuti. I dirottatori chiedevano la presenza del Papa ( addirittura ! ) in aeroporto, altrimenti con una bomba avrebbero fatto saltare l'aereo con tutti i passeggeri ed asserivano di dover consegnare un messaggio personalmente al Sommo Pontefice, soltanto a lui, altrimenti avrebbero attuato il loro piano scellerato. Questo diceva la voce dall'interfono collegato con la Torre.Visto che già si vedevano in giro i mezzi dei Pompieri e cominciavano ad arrivare macchine di Polizia e Carabinieri, il mio amico ed io, per non perderci lo spettacolo, ci portammo sulla “terrazza visitatori “ e ci piazzammo in osservazione, in attesa degli eventi, insieme ad altri dipendenti dell'aeroporto. Dopo circa una ventina di minuti, sul piazzale proprio sotto di noi vedemmo arrivare in corteo quattro o cinque auto scure. Una di queste si sistemò perpendicolarmente all'aerostazione ( era una “limousine “ con tanto di vetri oscurati e “chauffeur “ in divisa grigia con berretto , in attesa a fianco all'auto ).Intanto, man mano che i minuti trascorrevano, dietro ogni scaletta, carrellino o siepe, si andavano nasondendo uomini delle Forze dell'Ordine, in borghese ed in uniforme. Non ricordo di aver visto in giro armi di alcun genere se non quelle delle Guardie di P.S. e dei Carabinieri, sempre riposte nelle fondine.Verso lo scadere della mezz'ora, atterrò un DC9 di una compagnia europea che, rullando, seguito discretamente ad un certa distanza dal “ Perlini “ ( un camion da “una piazza e mezza “con il cannone lanciaschiuma ) ed altri mezzi dei VV.F., si portò nelle vicinanze della Limousine e spense i motori davanti a dove eravamo noi ( a circa sessanta metri....... se avessimo avuto una macchina fotografica !.... ) e la tensione, senza che ce ne accorgessimo, stava crescendo notevolmente ( ...non si sa mai.... ). Passavano i minuti, ma lo sportellone non si apriva...intanto, sotto l'aereo, si erano radunati quattro cinque “ operai “ con la tuta bianca della società di handling dell'aeroporto e due tizi in impermeabile chiaro, biondi, alti, belli grossi, con zazzera da Marines, in attesa che si aprisse la porta dell'aereo. Si era fatto silenzio dappertutto, non volava una mosca : tutto era come sopeso.L'adrenalina continuava la sua salita........Dopo un' attesa che a noi sembrò un'eternità, ecco aprirsi la porta ed apparire una hostess che, in buon italiano, chiese che non si avvicinasse nessuno e fece altre raccomandazioni, ma, data la distanza, non riuscimmo a capire. Da quelle poche parole comprendemmo però che il dirottatore era soltanto uno e cominciammo a sperare in una soluzione pacifica della vicenda..Passarono altri lumghi minuti, la hostess si riaffacciò, fu accostata la scaletta e vedemmo salire un paio di persone con indosso un camice bianco, seguite dagli “ operai “ e dai due tizi in borghese. Poi, di nuovo, silenzio, tutto rimase sospeso, continuando a tenere in ansia i presentiPassati altri lunghissimi minuti, ecco ridiscendere la scaletta tutti gli uomini in tuta, seguiti dai due tizi biondi; tra di loro, ecco apparire un distinto signore elegantemente vestito, sigaro acceso tra le dita ed occhiali da sole all'ultima moda . L'uomo si guardavo intorno, quasi meravigliato, tenendo nella mano sinistra una scatola marrone con dei fregi dorati. Dietro di lui, la hostess ed i due in camice bianco.Discesa la scaletta, si avviarono decisi verso la fuoriserie, ma, fatti pochi metri, l'uomo biondo di destra fece un mezzo passo indietro ed un gesto rapido con le mani, come per dire : “ prendiamolo !“. Quello che stava a sinistra prese al collo l'elegantone con una “ cravatta “ di Judo e cercò di buttarlo a terra. L'uomo, abbastanza alto e di corporatura robusta, cercò di restare in piedi per qualche istante, ma non fece altra resistenza. In breve, caddero entrambi.Allora tutti si ammucchiarono sui due, rendendo impossibile al dirottatore ogni movimento.Dal “mucchio “ emerse, dopo qualche istante, quello della mossa di Judo con in mano la scatola del catturato e, tenendola bene in alto, camminando di traverso, quasi a ritroso, si spostò lontano da tutti, verso la pista di volo. Fatti una quarantina di passi, getto la scatola lontano e, con mossa da Marine, si gettò in terra. L'involucro, prima di toccare il suolo, si aprì e si sparsero sull'asfalto una decina di....... ottimi e costosissimi sigari AVANA !Quando qualcuno, da chissàdove, esclamò : “...MA SONO SIGARI !!...” per tutto l'aeroporto risuonò, chiaro e forte, un corale e rimbombante : “ MA VAFFANCULO!! “ liberatorio. Intanto, il dirottatore veniva portato via di peso da una moltitudine di persone. I passeggeri ed i piloti, più sollevati di noi, scesero dall'aereo ridendo. Fine dell'episodio. Poco più tardi, da “ radio naja “, sapemmo che il protagonista di questo episodio, figlio di famiglia facoltosa, ma non nuovo ad imprese clamorose , forse perchè affetto da qualche turba mentale, non aveva armi addosso e quella scatola di sigari Avana era la tanto pericolosa “ bomba “. Comunque, fummo tutti concordi nel constatare che, dato il poco tempo a disposizione., la messa in scena a terra era stata organizzata molto bene.Al dirottatore era stato fatto credere che il Pontefice lo stava attendendo in Vaticano, che la “limousine” ce lo avrebbe condotto e che sarebbe stato scortato da due Guardie Svizzere ( i due uomini biondi che poi identificammo come Carabinieri o Poliziotti, non ricordo ). Questo è ciò che rammento di aver visto, sentito e vissuto tanti e tanti anni fa, in un aeroporto italiano e che sono riuscito a tirare fuori dalla cantina dei miei ricordi aeronautici.Il fatto, all'epoca, è stato riportato dai TG e GR della RAI e dai quotidiani. Chiedo scusa per qualche parolaccia.....Alla prossima, amici, rispolverando lo scaffale della memoria. Un saluto affettuoso. Roma, 6 Dicembre 2009 Giancarlo CRISTARELLA
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