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| Scritto da Alessandro Naldini |
| Martedì 16 Settembre 2008 11:23 |
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Ragazzi, a me è successo: ho deciso di scrivere questo articolo per condividere la mia esperienza; a me è andata bene e spero che queste poche righe possano essere di aiuto a tutti. Sabato 13 settembre 2008, prenoto il mio voletto con Alessia ed alle 16:00, armato di piano di volo (Monterotondo, Anguillara, S. Severa, Ladispoli e ritorno), decolliamo dalla Fly Roma. La prima raccomandazione che mi sento di fare è di ascoltare molto attentamente i consigli dei piloti più esperti o dell’istruttore: Alessia ci ha sempre detto di tenerci bassi nella Valle del Tevere (traffico da e per Roma Urbe) ad al traverso dei monti della Tolfa (traffico PESANTISSIMO per Roma Fiumicino) ed infatti, puntualmente, in andata ci sono passati sopra un Airbus ed un MD80 in avvicinamento a Fiumicino, mentre al ritorno, avendo impostato la frequenza radio in ascolto su Roma Urbe, abbiamo sentito traffico in avvicinamento per finale a 2.000 ft sul QNH. Quindi mi raccomando OCCHIO ALLA QUOTA. La cosa più importante si è verificata in atterraggio alla Fly Roma. Vento rafficato a circa 10 nodi da SW, quindi pista 27. Circuito a 500 ft sul QFE, 110 Km/h. In finale full flap down, 2.300 giri ed ecco il primo rotore generatosi sugli alberi in testata pista; l’aereo scende repentinamente di quota e ridiamo motore 3.500 giri, altrimenti non saremmo arrivati in pista. A questo punto mi sono sentito un Top Gun Signori se non ci fosse stata Alessia al mio fianco, molto probabilmente avrei dato una gran botta con probabile perdita del carrello principale e tutto quello che ne consegue. Come diceva una nota pubblicità: meditate gente, meditate !!! |










