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| Scritto da giancarlo cristarella | |||
| Mercoledì 21 Gennaio 2009 08:55 | |||
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Quante volte vi è capitato, facendo i “ 360° “, di sentire, verso la fine del cerchio, delle piccole scosse, una sorta di leggera , breve turbolenza? Sicuramente, sì, e spesso ! Ebbene, certamente il vostro istruttore vi avrà spiegato che avete incontrato la vostra scia. Infatti, ogni aeromobile, sia pure di dimensioni ridotte, lascia dietro di sé nell'aria una perturbazione chiamata “ turbolenza di scia". Detti vortici sono generati da qualunque ala generi portanza, sia essa fissa o rotante ( anche gli elicotteri sono generatori di questo tipo di turbolenza). Naturalmente, tutto è proporzionato alle dimensioni dell'apparecchio; perciò, ad aereo grande corrisponde scia grande, cioè turbolenza forte, e così via. Dunque, non è igienico “ entrare in scia “, soprattutto per gli ULM subito dopo il passaggio di aerei di grosse dimensioni, anche perchè sembra che il “vizietto “ di questo fenomeno fastidioso, oltre che pericoloso, sia quello di buttarti giù. Immaginate, perciò, cosa poterebbe accadere ad un ultraleggero che atterri (o che tenti di farlo) immediatamente dietro un B707 (ammesso che un ULM possa utilizzare un normale aeroporto)! Ho esasperato l'ipotesi per cercare di fare capire che è meglio evitare di entrare nella scia dell'aereo o dell'elicottero che ci precede, qualunque dimensione esso abbia. In decollo, per esempio, detti vortici iniziano a generarsi dal punto ove avviene la rotazione, perciò sarebbe altamente consigliabile staccare le ruote ben prima di dove ha staccato il velivolo che ci precedeva. Se avete visto i decolli “ di fronte “ delle Frecce Tricolori, per esempio, avrete notato che i velivoli in coda alla formazione si alzano prima di quelli davanti. Ebbene, penso che il motivo sia quello che mi sto sforzando di spiegare. Dunque, amici, se vi capita di atterrare o di decollare dopo un altro velivolo, soprattutto se di dimensioni maggiori del vostro, abbiate l'accortezza di attendere che i vortici si siano dissolti o tenete d'occhio il punto di rotazione dell'aereo che decolla prima di voi e "tirate sù" prima. Su questo argomento c'è molto da dire, perciò a corredo e completamento di queste poche righe, vi consiglio di consultare il libro “METEOROLOGIA PER PILOTI “ di Rizzardo Trebbi, ed. Aviabooks, dove il tema è trattato in maniera estesa ed esauriente. Datemi retta, fatelo ! Un caro saluto, il vostro amico Colonnello. Giancarlo Cristarella- Roma.
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