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1 visitatore online| DH.82 Tiger Moth |
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| Martedì 14 Settembre 2010 00:00 | |||
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di Luigi BERRI de Havilland DH.82 Tiger Moth Tutti i piloti, specie gli anziani, ma anche tanti non-piloti, sanno cos’è il “Tiger Moth”. E’ UN BIPLANO ! (forse il più famoso nel mondo dei biplani dell’anteguerra)
Tutti noi giovincelli pilot-ini-oni-astri ambivamo a salirci sopra e volarci. Ma i requisiti minimi imposti dall’Aeroclub erano il brevetto di secondo grado e le quattrocento ore effettive di volo: queste ultime si dimostrarono un ostacolo non indifferente, perché la maggior parte di chi tra noi stava per raggiungere il traguardo se l’era squagliata. Vuoi per motivi di studio, vuoi per aver trovato impiego remunerato altrove, vuoi per il passaggio su aerei più grandi (lavoro aereo o addirittura Compagnie aeree che allora ricercavano piloti-giovani-IFR come il pane), vuoi per stanchezza (ovvero quelli che non avevano in corpo il sacro fuoco), vuoi per carenza di pecunia (anche allora volare costava), vuoi perché mettevano su famiglia, vuoi perchè la femmina attirava di più, vuoi per centomila altri c….. Di primo acchito, la macchina non era semplice: visibilità anteriore praticamente nulla in decollo e soprattutto in atterraggio al momento della richiamata (a peggiorare la visibilità, il posto del pilota per motivi di centraggio era sempre quello posteriore, anche se da quello anteriore le cose non erano molto migliori), carrello biciclo a V con le ruote principali molto vicini all’asse cosicché se non si toccava a dovere con le ali perfettamente livellate al terreno (problemini se il vento era laterale, e …lo era quasi sempre!) iniziava un pericoloso dondolio dx-sin. o sin-dx. che poteva preludere a toccare l’ala bassa a terra con il rischio di una maxi-scassata, in virtù dei collegamenti con l’ala alta; forte coppia dell’elica in accelerazione; trasversalmente piuttosto inerte (gli alettoni si trovavano solo su un’ala), ecc. Adesso alcune nozioni di natura tecnica Il biplano fu progettato dal famoso sir Geoffrey De Havilland nel 1931. Il motore era un de Havilland Gipsy Maior a 4 cilindri, che sviluppava 130 hp. La velocità massima era di 175 km/h (=109 mph) con velocità di salita di 3,42 m/s (=11,22 ft/sec) e con un raggio di azione di poco meno di 500 km . Il prototipo nacque come DH.60 Moth e successivamente furono apportate diverse modifiche prima di divenire DH 82. Ad esempio, si constatò che anche i serbatoi del carburante –posti nelle vicinanze della cabina di pilotaggio- intralciavano l’accesso, e per risolvere il problema fu spostata in avanti l’ala superiore rispetto alla inferiore, ed entrambe furono lievemente arretrate per mantenere l’equilibratura del velivolo. Questa modifica rese il DH.82 il primo aereo della RAF con ali a freccia positiva (!). Altre modifiche riguardarono un rafforzamento della struttura generale, sportelli disposti su entrambe i lati della cabina di pilotaggio e una revisione del sistema di scarico dei fumi del motore.Una caratteristica distintiva del progetto del Tiger Moth, come già accennato sopra, fu il controllo differenziale degli alettoni posti solo sull’ala inferiore e controllati da una leva esterna circolare, che si trovava nascosta appena sotto la copertura dell’ala inferiore; questa leva è controllata da dei cavi metallici che giungono fino alla cabina di pilotaggio. Tutto questo si traduceva in un sistema di controllo operativo sugli alettoni e permetteva correzioni di manovre azzardate.
Particolare della presa d'aria per il raffreddamento motore Fin dall’inizio, il Tiger Moth dimostrò di essere un addestratore ideale, semplice e conveniente da mantenere, anche se con scarsa velocità operativa: il mezzo richiedeva comunque una mano ferma e manovre sicure, aspetto questo preferito da molti istruttori che aiutava nella formazione dei piloti. La produzione britannica di Tiger Moth fu di oltre 7.000 unità Il DH.82 divenne l’addestratore standard in tutto il Commonwealth e anche altrove. Migliaia di piloti hanno imparato a volare su questa piccola e robusta macchina e la RAF riteneva questo velivolo ideale anche per addestrare i piloti dei caccia. Il mezzo infatti richiedeva precise abilità e molta concentrazione per essere pilotato al meglio; una pessima manovra poteva infatti facilmente mandarlo in stallo o in avvitamento.
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